D'Est
DESCRIZIONE
Evocazione della guerra. Implosione: così Chantal Akerman su D'est. Viaggio nell'Europa del 'dopo-Muro', realizzato in 16 mm., composto per lo più di inquadrature di esterni, fisse o in travelling. ipnotici di straordinaria e insuperata intensità. Nessun commento. Si passa dall'estate all'inverno, dalla campagna alla città, dai sobborghi al mare, dalla Polonia alla Russia, senza che questi luoghi e questi paesaggi da un paese all'altro siano esplicitamente menzionati e senza alcuna idea di progressione. I mille volti e corpi di persone qualsiasi, gli assembramenti all'alba o nella notte, i grappoli spettrali di gente imbacuccata che aspetta - il treno, l'autobus, la fine del mondo, non si sa... Il film D'Est è diventato anche una installazione, la prima realizzata da Chantal Akerman: Bordering on fiction: Akerman's "D'Est", al Walker Art center di Minneapolis ((1993-1995) e ripresa successivamente in numerosi altri musei d'arte contemporanea. Insieme ai successivi Sud (girato in Texas), De l'autre côté (girato tra Arizona e Messico). D'Est compone una straordinaria trilogia di cinema nomade, "apolide" (cui si può aggiungere anche un ulteriore tassello, Là-bas , girato a Tel Aviv) , che possiamo considerare tra i risultati più alti di una della più grandi registe e artiste del tempo appena trascorso. Di grande, di rivoluzionario, non c'è che il minore, come ci hanno insegnato Deleuze e Guattari attraverso Kafka. "D'Est è profondamente narrativo perché permette allo spettatore di raccontarsi delle storie. Anche la cornice c'entra molto perché non è mai documentaristica. Non dico: ecco, vi dirò tutto della Russia. Mostro delle impressioni e la gente poi continua dentro di sé. D'Est non è solo un film sull'Europa dell'Est. Quelle immagini le avevo già in me. Avrei potuto filmare mille altre cose, ho filmato questo perché erano delle riprese che esistevano già nella mia testa. È qualcosa che ha a che vedere con i campi, le evacuazioni, le immagini prima di me" (Chantal Akerman). "La bellezza di D'Est deriva da questo sguardo su esseri umani di cui non sappiamo nulla. Non sappiamo nulla, lei li guarda. C'è come il desiderio di trasmettere, di captare qualcosa di questo mondo perduto, e nello stesso tempo l'impossibilità di catturarlo. Ci sono lì tutte queste persone che vivono e che non rivedremo più, ci ricorderemo soltanto che hanno vissuto. (...) Chantal è una donna che fa parlare i morti, ne sente la necessità. Lo fa attraverso l'arte, l''u...
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Domande frequenti
Puoi guardare D'Est su RaiTre
D'Est inizia alle ore 03:10
D'Est va in onda il giorno 11-10-2026