Sciarada - Il circolo delle parole
DESCRIZIONE
Anarchico, irriverente, libero, utopista lungimirante e intellettuale appassionato: Rai Cultura ricorda Luciano Bianciardi a cento anni dalla nascita con una puntata monografica di Sciarada - L'altro '900. "Nella Vita agra appaiono temi come il miracolo economico che viene definito una "fregatura". Nel '62 era quasi un paradosso dire che il consumismo avrebbe creato danni... Sessant'anni dopo ci rendiamo conto dell'esattezza profetica del suo libro": così Luciana, la figlia di Bianciardi, commenta il capolavoro del padre, nato a Grosseto il 14 dicembre 1922 e precocemente scomparso a Milano, città amata e odiata, il 14 novembre 1971. Dello stesso avviso è lo storico e critico della letteratura Giulio Ferroni. "Vedo Bianciardi quasi come un profeta, che ha indicato una prospettiva critica. - dice Ferroni - Cosa direbbe di ciò che siamo diventati? Lui voleva un orizzonte di libertà totale. Rifiuta il politically correct e la sua 'scorrettezza' è uno strumento contro il pensiero unico". Tutta la biografia personale di Bianciardi si intreccia indissolubilmente con la sua opera e, in particolare con il capolavoro La vita agra, che esce nel 1962, agli albori del boom economico, riscuotendo un improvviso e inatteso successo fino a ispirare il film con Ugo Tognazzi diretto da Carlo Lizzani. La vita agra non è il primo libro di Bianciardi. Il critico Goffredo Fofi ne scrive come di un unicum con Il lavoro culturale e con L'integrazione, analisi acute e sorprendenti di una società ammalata di consumismo e sedotta dalle sirene dell'industria postbellica. Le stesse sirene, che hanno determinato nella vita di Bianciardi l'allontanamento dalla città natale, Grosseto, dopo il disastro - peraltro annunciato - che il 4 maggio 1954 ha ucciso 43 minatori nei pozzi della vicina Ribolla. Ai minatori della Maremma, a lungo frequentati nelle sue peregrinazioni con il Bibliobus, il bus con cui lo portava libri a operai e contadini della provincia maremmana, Bianciardi ha dedicato, nel '56, un libro scritto a quattro mani con l'amico Carlo Cassola. La tragedia di Ribolla è il detonatore della sua seconda vita: a Milano, che lo ammalia e delude, Bianciardi sperimenta da vicino i danni del nuovo benessere, le discriminazioni di classe, l'alienazione determinata da un lavoro che toglie agli individui sogni e libertà. Lavora alla Feltrinelli, che lascia dopo un solo anno, traduce, collabora con giornali e riviste, scrive. Ma il suo disagio sfocia in un male di vivere che in breve t...
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Sciarada - Il circolo delle parole inizia alle ore 11:35
Sciarada - Il circolo delle parole va in onda il giorno 03-10-2026